Come ho già illustrato nello step #16, il filosofo contemporaneo che ha trattato in maniera più esaustiva questo tema è Robert Maynard Pirsing, anche e soprattutto attraverso il libro "Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta".
la filosofia MOQ
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venerdì 29 maggio 2020
domenica 17 maggio 2020
ABBECEDARIO INTERDISCIPLINARE DELLA PAROLA "QUALITA'" STEP#17
Altezza
Bellezza
Capacità scena tratta dal film "Limitless"
Differenze "i have a dream " Martin Luther King
Essenza cogliere l'essenza delle cose, collegamenti filosofici
Ferro modi di dire per esprimere ostinazione o forza
Guardare l'essenziale è invisibile agli occhi
Humor
Interesse
Limiti
Motocicletta Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta
Novità
Ottusità
Pace
Quadro
Rarità
Sapienza
Trasparenza
Uomo l'unicità di essere umani
Vanità
Zero ( inteso come non valere nulla. In realtà, abbiamo visto, che ogni qualità contribuisce a renderci unici e a darci un valore come esseri umani)
Bellezza
Capacità scena tratta dal film "Limitless"
Differenze "i have a dream " Martin Luther King
Essenza cogliere l'essenza delle cose, collegamenti filosofici
Ferro modi di dire per esprimere ostinazione o forza
Guardare l'essenziale è invisibile agli occhi
Humor
Interesse
Limiti
Motocicletta Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta
Novità
Ottusità
Pace
Quadro
Rarità
Sapienza
Trasparenza
Uomo l'unicità di essere umani
Vanità
Zero ( inteso come non valere nulla. In realtà, abbiamo visto, che ogni qualità contribuisce a renderci unici e a darci un valore come esseri umani)
mercoledì 13 maggio 2020
UN PROTAGONISTA PER LA PAROLA "QUALITA'" STEP#16
Lo "sponsor" ideale per la parola "qualità", ritengo sia Robert
M. Pirsig.
Egli realizzò la teoria sulla qualità: Metafisica della Qualità (spesso abbreviata in MOQ, Metaphysics of Quality).
La MOQ ritiene che gli schemi intellettuali (idee, concetti,
paradigmi, filosofie) siano superiori agli schemi sociali (tradizioni, culture,
riti, gerarchie, mercati).
Egli abbina alla realtà le categorie, in sequenza crescente
di importanza, di inorganico, biologico, sociale, intellettuale o morale. Ogni
categoria a sua volta subisce un conflitto interno tra forze
"statiche" e forze "dinamiche". Ad esempio la società
statica si contrappone a quella dinamica, o la morale dinamica è in aperta
ricerca di valori sempre nuovi e migliori rispetto alla morale statica,
ancorata a situazioni e contesti arcaici che ne limitano lo sviluppo.
La Metafisica della Qualità è stata ideata e descritta nei
due libri di Robert M. Pirsig: Lo Zen e l'arte della manutenzione della
motocicletta del 1974 e Lila: un'indagine sulla morale del 1991.
Il romanzo di avventura è ambientato a
cavallo di una motocicletta e da' una visione variegata dell’America
on the road, dal Minnesota al Pacifico, e un lucido, tortuoso viaggio
iniziatico. Il protagonista, infatti, decide di mettersi in viaggio con il viglio e due amici, ma durante questa avventura, anche a seguito di un guasto alla motocicletta, comincia ad interrogarsi, ponendosi alcune domande: da che cosa nasce la tecnologia, perché provoca
odio, perché è illusorio sfuggirle? Che cos’è la Qualità? Perché non possiamo
vivere senza di essa? Come un metafisico selvaggio, come un lupo avvezzo a
sfuggire alle trappole dei cacciatori, che in questo caso sono le parole
stesse, il narratore avanza con la sua moto per strade deserte o affollate,
seguito dal fantasma di Platone e Aristotele, e soprattutto dal «fantasma della
razionalità», invisibile plasmatore della motocicletta e di tutto il nostro
mondo.
Egli realizzò la teoria sulla qualità: Metafisica della Qualità (spesso abbreviata in MOQ, Metaphysics of Quality).
Il pensiero di Pirsig si interroga su cosa sia la realtà,
che cosa sia buono, che cosa sia giusto, e arriva a sorprendenti conclusioni
sull'esistenza e su ciò che è la vita, spesso facendo sintesi tra il pensiero
occidentale e quello orientale.
La MOQ ha a che fare con una visione dell'universo non
intellettuale, in parte di matrice Zen. Tuttavia Pirsig si allontana dal
pensiero orientale sostenendo il ruolo fondamentale della ragione e della
logica nell'impresa di capire. Egli cerca di colmare il baratro tra scienza e
misticismo, tra quelle che lui definisce cultura classica e controcultura
romantica, portando il dibattito fra i diversi paradigmi intorno al concetto di
“valore”. Diventa quindi l'idea di qualità il sommo valore dell'animo: qualità
nei propri pensieri, nelle proprie azioni, nei propri desideri.
A tal riguardo Pirsig afferma: “È più morale che
un'idea distrugga una società che non il contrario”.
Sotteso a questa frase c'è
il concetto della superiorità dell'intelletto sulla società; il primo è
generatore d'idee mentre la seconda, di norma, attua una sorta di “difesa
immunitaria” contro le idee emergenti.
Il romanzo di avventura è ambientato a
cavallo di una motocicletta e da' una visione variegata dell’America
on the road, dal Minnesota al Pacifico, e un lucido, tortuoso viaggio
iniziatico. Il protagonista, infatti, decide di mettersi in viaggio con il viglio e due amici, ma durante questa avventura, anche a seguito di un guasto alla motocicletta, comincia ad interrogarsi, ponendosi alcune domande: da che cosa nasce la tecnologia, perché provoca
odio, perché è illusorio sfuggirle? Che cos’è la Qualità? Perché non possiamo
vivere senza di essa? Come un metafisico selvaggio, come un lupo avvezzo a
sfuggire alle trappole dei cacciatori, che in questo caso sono le parole
stesse, il narratore avanza con la sua moto per strade deserte o affollate,
seguito dal fantasma di Platone e Aristotele, e soprattutto dal «fantasma della
razionalità», invisibile plasmatore della motocicletta e di tutto il nostro
mondo. "QUALITA'" NELLO SCENARIO DEI LIMITI DELLO SVILUPPO STEP#15
Grande
figura italiana degli studi sui limiti dello sviluppo del futuro fu Aurelio
Peccei.
A lui si deve l’elaborazione del terzo concetto fondamentale degli studi sul futuro, ossia la necessità di guardare al futuro con un’impostazione globale. Peccei insisteva sempre sul fatto che non era possibile pensare al futuro senza avere una visione globale del complesso di problemi che investono l’umanità.
Nato a Torino nel 1908, Peccei crebbe in un ambiente progressista e laico. Si laureò con lode in economia nel 1930, e subito dopo incominciò a girare il mondo. Entrò giovanissimo alla Fiat e, dopo qualche anno, riuscì a convincere la compagnia a mandarlo in Cina, dove rimase fino alla metà del 1939. Al suo rientro in Italia, si unì subito al movimento antifascista, militando in Giustizia e libertà. Arrestato nel 1944, dopo aver riacquistato la libertà, egli riprese la resistenza. Quando la Fiat ritornò alla gestione normale, egli ricominciò la sua attività di dirigente.
Il primo dopoguerra fu partecipe di numerose importanti iniziative industriali, come, per es., la fondazione dell’Alitalia, nel 1949 chiese che gli venisse affidato l’incarico di riportare la Fiat in America Latina.
A lui si deve l’elaborazione del terzo concetto fondamentale degli studi sul futuro, ossia la necessità di guardare al futuro con un’impostazione globale. Peccei insisteva sempre sul fatto che non era possibile pensare al futuro senza avere una visione globale del complesso di problemi che investono l’umanità.
Nato a Torino nel 1908, Peccei crebbe in un ambiente progressista e laico. Si laureò con lode in economia nel 1930, e subito dopo incominciò a girare il mondo. Entrò giovanissimo alla Fiat e, dopo qualche anno, riuscì a convincere la compagnia a mandarlo in Cina, dove rimase fino alla metà del 1939. Al suo rientro in Italia, si unì subito al movimento antifascista, militando in Giustizia e libertà. Arrestato nel 1944, dopo aver riacquistato la libertà, egli riprese la resistenza. Quando la Fiat ritornò alla gestione normale, egli ricominciò la sua attività di dirigente.
Il primo dopoguerra fu partecipe di numerose importanti iniziative industriali, come, per es., la fondazione dell’Alitalia, nel 1949 chiese che gli venisse affidato l’incarico di riportare la Fiat in America Latina.
Nel 1957, pur continuando a dirigere le attività della
Fiat in America Latina, Peccei ritornò in Italia, per guidare una nuova
iniziativa mirata a fornire assistenza a Paesi in via di sviluppo. Nacque così
l’Italconsult, che egli guidò per quasi vent’anni, un consorzio che operò in
più di cinquanta Paesi, essenzialmente senza scopi di lucro, promuovendo studi
di consulenza ingegneristica ed economica, e sovraintendendo alla costruzione
di opere e impianti. Fu in questo periodo di lavoro intenso che Peccei sentì la
necessità di ampliare i suoi orizzonti oltre l’attività manageriale di grande
successo. Lo spiega così nel suo libro "La qualità umana" (1976):
La mia attività era varia, interessante e soddisfacente […]
ciò non pertanto, sentivo di non esprimere veramente e pienamente me stesso […]
Ero ben convinto che bonificare un deserto o erigere un’industria, […] e
realizzare piani nazionali o regionali sono attività indispensabili; ma mi ero
reso anche conto che concentrare praticamente ogni sforzo su progetti […]
specifici, mentre il contesto più ampio in cui questi sono inseriti […] si va
rapidamente deteriorando, poteva risolversi in pura perdita. Mi pareva che non
sarei stato in pace con me stesso se non avessi almeno cercato di dire che
bisognava fare ancora qualche cosa di più e di diverso.
"La qualità umana" è la sua singolarissima autobiografia intellettuale, un'"avventura dello spirito" dove l'esperienza personale diventa il filo sul quale tessere una riflessione sullo stato dell'umanità e sulla necessità di un mutamento profondo. Il cambiamento di cui scrive Peccei riguarda ogni individuo e la natura di una crisi che ha molte facce, ma che è al fondo culturale e nasce dalla nostra difficoltà ad adeguarci alla rapidità fuori controllo dello sviluppo tecnologico. Il ruolo dei paesi in via di sviluppo, le responsabilità delle multinazionali, le conseguenze della sovrappopolazione e del degrado ambientale, la necessità di riconnettere le leggi dell'economia alla complessità dei fatti umani.
Nel 1968 ha fondato il Club di Roma, associazione
intemazionale e multidisciplinare che si propone di esaminare le crisi globali
in maniera organica, ipotizzandone gli sviluppi e le possibili soluzioni.
Infaticabile promotore di connessioni tra idee, istituzioni e discipline,
Peccei non ha mai disgiunto l'azione concreta dall'analisi del presente e dalla
progettazione del futuro.
mercoledì 6 maggio 2020
"QUALITA'" NELLA CRONACA STEP#14
In un articolo del noto giornaliero italiano "La Stampa", il 16 Dicembre 2019 veniva pubblicato questo articolo (oggi disponibile sul sito web del giornale), in cui, al termine dell'anno, viene stipulata una classifica tra le varie città della penisola in base alla qualità di vita.
A Milano la qualità della vita migliore.
Le città del Sud in coda, risale Roma
La classifica annuale del Sole 24 ore. Rimane il gap con il
Mezzogiorno: Caltanissetta maglia nera, Crotone penultima. La capitale al 18°
posto, Torino 33esima
PUBBLICATO
IL16 Dicembre 2019 ULTIMA MODIFICA16 Dicembre 2019 8:12
ROMA. Milano fa il bis, confermando per il secondo anno
consecutivo la sua leadership in «Qualità della vita 2019», la classifica del
«Sole 24 Ore» giunta alla trentesima edizione e pubblicata oggi sul quotidiano
e sul sito. Sul podio accanto a Milano, ci sono Bolzano e Trento. Non si ricuce
il divario tra Nord e Sud: in coda alla classifica si concentrano città del
Mezzogiorno. L’ultima classificata, quest’anno, è Caltanissetta, con penultima
Crotone e subito sopra Foggia. Roma si trova al 18° posto, risalendo rispetto
allo scorso anno di tre posizioni.
EMANUELA GRIGLIÈ
Balzo di Napoli
Napoli, pur essendo nella metà inferiore della classifica
generale (81), rispetto alla scorsa edizione ha all'attivo una salita di 13
posizioni. Sulla stessa linea le performance di Cagliari, che fa un balzo di 24
posizioni (20 ), Genova sale di 11 gradini (45 ), Firenze di sette (15 ) e
Torino è 33esima (+ 5 sul 2018). Infine, Bari mette a segno un incremento di 10
posizioni, raggiungendo il 67° posto. Bologna in calo pur restando nella parte
alta della classifica al 14 posto.
Novanta indicatori
La Qualità della vita 2019 è una versione extra large della
tradizionale indagine del quotidiano sul benessere nei territori, su base
provinciale: rispetto all’anno scorso, infatti, il numero di indicatori è
aumentato da 42 a 90, divisi in sei macro aree tematiche che indagano
altrettante componenti dello star bene. Le classifiche di tappa sono: «Ricchezza
e consumi», «Affari e lavoro», «Ambiente e servizi», «Demografia e società»,
«Giustizia e sicurezza», «Cultura e tempo libero».
I primati di Milano
Milano vanta più record: oltre alla prima posizione nella
classifica generale, ottiene anche il primato nella categoria «Affari e
lavoro», il secondo posto nella classifica di tappa «Ricchezza e consumi» e il
terzo in «Cultura e tempo libero». È negativa, invece, la performance in
«Giustizia e sicurezza»: il capoluogo lombardo, con la sua provincia, si piazza
in ultima posizione soprattutto per numero di reati denunciati e litigiosità.
Un dato che potrebbe essere letto anche come segno che a Milano, a differenza
di altre realtà geografiche, i cittadini denunciano di più i reati.
CLASSIFICA – LA TOP 30
1. Milano
2. Bolzano
3. Trento
4. Aosta
5. Trieste
6. Monza e Brianza
7. Verona
8. Trevisto
9. Venezia
10. Parma
11. Vicenza
12. Brescia
13. Pordenone
14. Bologna
15. Firenze
16. Udine
17. Rimini
18. Roma
19. Modena
20. Cagliari
21. Cuneo
22. Reggio Emilia
23. Padova
24. Cremona
25. Forlì-Cesena
26. Ascoli Piceno
27. Prato
28. Bergamo
29. Varese
30. Lecco
"QUALITA'" NELL' INGEGNERIA STEP#13
Leon Battista Alberti, architetto medioevale, scriveva nel suo trattato “De re edificatoria”: “Architettore chiamerò io colui che saprà con la opera recare a fine tutte quelle cose, le quali mediante movimenti dei pesi, congiungimenti, e ammassamenti di corpi, si possono con gran dignità accomodare benissimo all'uso de gli homini.”
Oggi, trascorsi alcuni secoli, il celebre architetto italiano Renzo Piano sostiene che: “Fare architettura significa costruire edifici per la gente, università, musei, scuole, sale per concerti: sono tutti luoghi che diventano avamposti contro l'imbarbarimento.”
E’ evidente come, nonostante i due uomini appartengano ad epoche distanti e diverse, si trovino in accordo sulle qualità che deve avere un architetto: l’ingegno, che non solo si manifesti attraverso la progettazione di edifici, ma che possa dare dignità all’ uomo.
Oggi, rispetto al Medioevo, però, l’architetto non è più considerato il “capo-cantiere” e non si occupa più, come faceva invece Leon Battista Alberti, della costruzione vera e propria, dunque non è più necessario che conosca i dettagli della costruzione edilizia, qualità ora necessarie per un ingegnere, ma si occupa, altresì della progettazione dell’ edificio attraverso un approccio più creativo.
L’ inventiva è infatti la qualità che nel XXI è più importante per un architetto.
mercoledì 29 aprile 2020
"QUALITA'" NEL MEDIOEVO VS MONDO MODERNO STEP#12
Analizzando il concetto di "qualità" nella storia
della filosofia, vediamo che molti pensatori lo hanno definito in modi diversi.
Il sapere filosofico, teologico e scientifico elaborato in
età medievale (secc.VI – XIV) viene
designato con il termine SCOLASTICA. Il termine deriva dal fatto che nel
Medioevo la produzione intellettuale è legata alle scuole; infatti, a partire
dal secolo XIII la ricerca intellettuale si concentra nelle Università, libere
corporazioni di studenti e insegnanti, dove la filosofia ha un ruolo centrale
per la dimostrazione razionale dei contenuti di fede e coincide sostanzialmente
con la lettura e il commento dei testi aristotelici. La filosofia del XIII
secolo fu, però, qualcosa di diverso da una semplice esegesi di Aristotele;
essa ne fu, infatti, la reinterpretazione
da parte dei cristiani, ma anche alcuni filosofi arabi cominciarono in questo
periodo a sostenere le prime argomentazioni. Per esempio, Enrico Di Gand vissuto
intorno al 1293, fu un maestro delle arti e poi di teologia all’Università di
Parigi. Tra le sue opere più note, troviamo Quodlibeta e Summa teologica. Enrico
parte dalla nozione di essere, ma poiché egli intende evitare il necessitarismo
greco, egli spiega fin dall’inizio l’ontologia del filosofo arabo in un senso
cristiano. Invece di dividere l’essere in necessario e possibile, egli lo
distingue analogicamente in:
“qualcosa che è
l’essere stesso” : essere creato ;
“ciò che è qualcosa a
cui l’essere conviene o può naturalmente convenire”: contiene ogni cosa creata.
Per quest ultimo, dunque, l’essere ha delle caratteristiche
intrinseche che definiscono l’essere stesso; e altre qualità che, invece, può
acquistare con il tempo, caratteristiche a cui aspira. L’essere che non è che
l’essere, ma che è tutto l’essere, può chiamarsi indifferentemente il Bene o il
Vero, ma egli è tutto questo solo perché egli è ciò la cui essenza è tale che
egli è di pieno diritto. L’essere che è “qualcosa di cui conviene o può
naturalmente convenire essere” comprende tutto ciò che rientra o può rientrare
nelle qualità. Esso si distingue quindi immediatamente dall’essere divino. Andando
oltre, egli ritiene che, poiché le esistenze dipendono in primo luogo dalla
volontà di Dio, l’intelletto divino non le conosca che mediante quest’atto
della volontà divina. In questo caso si può parlare di un certo volontarismo,
perciò nell’essere ci sono qualità intrinseche dettate dalla volontà di Dio. Attualizzandolo,
la creazione pone ogni essere come identico a se stesso e differente dagli
altri. Tra queste creature l’UOMO si definisce come l’unione di un corpo e di
un’anima razionale:
Corpo: costituito dalla sua propria forma, caratterizzata da
qualità esteriori, visibili a tutti;
Anima: è elevata al di sopra del corpo rimanendo quindi
aperta alle influenze intelligibili, con caratteristiche che si ispirano alla
volontà divina.
Accettando la distinzione tra intelletto possibile e
intelletto agente, Enrico spiega l’astrazione :ciò che l’astrazione ci fa
raggiungere è si ciò che la cosa è, e poiché noi la raggiungiamo quale è, la
conoscenza che ne abbiamo è fondata sul vero; ma essa non ci fa aggiungere
l’essenza intelligibile della cosa.
Il pensiero moderno ha messo da parte, considerandoli dei
semplici verbalismi, tipici della scolastica, e insussistenti ai fini di una
maggiore comprensione, quelli che Aristotele considerava come i vari
significati della categoria della qualità. Così ad esempio nel considerare
quella che Aristotele indica come un accidente della qualità, la disposizione,
si può vedere come anche senza essa si ha sempre la comprensione: per cui ad
esempio dire che l'oppio produce sonnolenza (qualità) non è diverso dal dire
che l'oppio ha la disposizione dormitiva (accezione della qualità).
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